Leggendo il punto 9 dell’accordo firmato a Malta il 23 settembre scorso tra Italia, Malta, Francia e Germania sulla gestione dei flussi migratori via mare nel mediterraneo centrale, viene da chiedersi in cosa consisterebbe la novità che ha sollevato tanto clamore. Quell'articolo, infatti, prevede che le Ong impegnate in missioni di salvataggio nel Mediterraneo, devono obbedire alle indicazioni dell'Mrcc (Maritime rescue coordination centre) e non devono intralciare Guardia Costiera Libica
Gad Lerner, che ringraziamo molto per aver rilanciato l’appello della campagna Io Accolgo stamattina dalle pagine de La Repubblica con il suo editoriale, giustamente si chiede come si può pensare di lasciarsi alle spalle la stagione dell’odio, facendo prevalere di nuovo il senso di umanità che ci accomuna, senza chiudere la guerra alle ONG.

FIRMA QUI L'APPELLO PER CHIEDERE L'ABROGAZIONE DEI DECRETI SICUREZZA E DEGLI ACCORDI CON LA LIBIA

Per meglio comprendere questa preoccupazione, da noi condivisa, proviamo a immaginare cosa potrebbe succedere nelle prossime ore.
Se qualche nave di ONG tornerà ad operare davanti alle acque libiche e si troverà a salvare esseri umani nelle prossime ore, secondo quaanto scritto nel punto 9 dell’accordo di Malta, ci potremmo trovare nella situazione che dal centro di coordinamento di Roma o di Malta arriverà una chiamata che ordina alla ONG che ha operato il salvataggio di consegnare alla cosiddetta guardia costiera libica le persone tratte in salvo.
L’ONG si troverà quindi nella condizione di dover rifiutare e disobbedire all’ordine, non potendo riconsegnare ai libici, che commettono crimini contro l’umanità (e che quindi non fanno un buon lavoro), persone appena fuggite dai centri lager che tutti conoscono.
Al di là delle conseguenze giudiziarie che non ci preoccupano (i tribunali hanno finora dato ragione a chi opera i salvataggi facendo prevalere, per fortuna, il diritto sulla propaganda), ci ritroveremo ad assistere ad un conflitto dove le ONG verranno ancora una volta criminalizzate per aver salvato vite umane e non voler riconsegnare i naufraghi ai loro carnefici.

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Uno scenario che rischia di favorire, con tutta evidenza, chi soffia sul fuoco dell’odio e dell’intolleranza, anziché far fare un passo avanti all’UE e a quel senso di umanità che il nostro Paese e la comunità internazionale sembra aver smarrito e che le ONG, insieme alle organizzazioni sociali, sembrano tra i pochi a voler ancora sostenere.
Per questo, ringraziando ancora una volta Gad Lerner, che ha evidenziato i limiti e i rischi dell’accordo di Malta, rilanciamo l’appello al Governo e al Parlamento affinché cancelli i due decreti sicurezza e gli accordi con la Libia, chiedendo a tutti e tutte di sostenerlo con la loro firma.

Filippo Miraglia - Arci

 

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